Sul sito di sviluppo di Nokia c’è un ottimo interprete Python. Ne abbiamo parlato nel numero 194 della rivista. Ci piacerebbe fare insieme ai lettori un progetto di piccole dimensioni. Le prime due proposte sono un media player magari più semplice e veloce di quello del Nokia N70, oppure un sistema di filtro per le chiamate. Qualcuno è interessato?
L’annuncio stampa di oggi della Symbian Foundation è quanto mai interessante.Nokia comprerà le azioni dai suoi soci in Symbian Limited per diventarne l’unico proprietario e contribuire il codice del sistema operativo a Symbian Foundation, un’organizzazione di cui fanno parte Nokia, Sony Ericsson, Motorola e NTT DOCOMO, insieme a AT&T, LG Electronics, Samsung Electronics, STMicroelectronics, Texas Instruments e Vodafone.Symbian Foundation è un’organizzazione aperta che gestirà la base di codice di Symbian e le donazioni degli altri membri, come il toolkit di componenti visuali UIQ e la libreria MOAP di DOCOMO, per unificare tutto il codice in una piattaforma coerente e distribuita con licenza EPL (Eclipse Public License). Nokia donerà a Symbian Foundation il codice della piattaforma S60, la base operativa degli smartphone Nokia più diffusi.La Symbian Foundation ha l’obiettivo di fornire una piattaforma organica integrando tutte le componenti donate dai membri nell’arco di due anni.Symbian, che nasce dalle ceneri di Psion e del suo sistema operativo EPOC festeggia intanto i dieci anni di attività .
Architecture astronauts take over: “
It was seven years ago today when everybody was getting excited about Microsoft’s bombastic announcement of Hailstorm, promising that ‘Hailstorm makes the technology in your life work together on your behalf and under your control.’
What was it, really? The idea that the future operating system was on the net, on Microsoft’s cloud, and you would log onto everything with Windows Passport and all your stuff would be up there. It turns out: nobody needed this place for all their stuff. And nobody trusted Microsoft with all their stuff. And Hailstorm went away.
Molto carino questo pezzo di Joel on software a proposito degli astronauti dell’architettura. Sembra strano ma Hailstorn è apparso credibile per un bel pezzo del 2000.
Il web poi ha scelto altre proposte, più frastagliate e più concrete, come Google Docs, Facebook, Flickr, Basecamp e tutti gli altri piccoli servizi online che ognuno mixa nel suo personale bouquet.
Il difetto di Hailstorm è che era troppo centrato su Microsoft.
Lo sapevamo, lo avevamo letto sugli articoli e ne avevamo visto la previsione nelle simulazioni, ma quello che ha fatto un gruppo di scienziati giapponesi è davvero straordinario: hanno filmato le “onde di traffico”.
Su una pista rotonda sono stati messi in movimento 22 veicoli e a ogni pilota è stato richiesto di guidare a una velocità costante di 30 miglia all’ora.
Nonostante la presumibile attenzione di tutti i piloti nel mantenere la velocità , appaiono subito delle fluttuazioni e, soprattutto, appaiono delle “onde d’urto” che si propagano all’indietro esattamente come onde di compressione in un gas, con una velocità di 20 miglia all’ora
La discussione originale si trova sul New Scientist.
Ho scritto una breve introduzione a Ant perché nonostante il tool sia onnipresente forse non è così in primo piano nella percezione degli sviluppatori.
In realtà , strutturare un progetto con Ant è il primo passo verso libertà e organizzazione.
Tuti noi amiamo il marketing, il management, gli eroi del logo aziendale e quelli della globalizzazione del lavoro “spostiamo tutto a Bangalore!”.Però sono sicuro che tutti quelli che “fanno le cose” non possono non riconoscersi in questa battuta:
Â
Â
Grazie Dilbert per il support nella continua battaglia con il pointy haired boss.
Un post spiega come utilizzare la ricerca all’interno del testo dei libri che offre Amazon per scorrere l’intero libro.L’idea di base è quella di inserire un set di parole chiave che appaiano in ogni pagina (o quasi) del libro. Considerando il fatto che Amazon consente di scorrere una pagina prima e una dopo ogni hit, non è poi così difficile.La sfida a questo punto è costruire il minimo set di parole chiave che dà accesso all’intero libro.Ecco il testo del post originale che spiega la tecnica.Â
Pensavo di avere qualche tratto del nerd, ma un test di nerdiness online mi attribuisce un punteggio straordinariamente alto, meglio del 94% degli altri partecipanti.
Probabilmente mi devo preoccupare.

Â
Beh, chi fosse arrivato qui chissà come adesso ha anche altri canali più frequentati per trovarmi. Ecco il primo post nel blog della sezione sviluppo di PC Professionale.
Nei commenti un paio di considerazioni interessanti e qualche link a perché sarebbe interessante studiare il Mandarino.