A volte un programma ti sorprende

Il vecchio N-Gage ha dato segni di stanchezza e il suo display è abbastanza illeggibile. L’uso normale del telefono è abbastanza scomodo e leggere o scrivere messaggi è quasi impossibile.

Di conseguenza, ho approfittato dell’offerta di TIM e ho preso un Nokia N70, che sarà scalato dal mio traffico in modo praticamente inavvertibile nei prossimi due anni, a meno che non perda il vizio di tenere i contatti.

Il Nokia N70

Il cambio del telefono è un cambio di identità: le nostre abitudini nel trattare un pezzo importante della nostra vita di relazione. Gli automatismi con cui si risponde o si declina una chiamata, il modo in cui si compone un messaggio, la comodità della tastiera, la configurazione delle suonerie e degli avvisi. Tutte cose a cui possiamo avere dedicato attenzione una volta e non abbiamo tanta voglia di riprendere in mano.

In effetti, questo è vero in generale: nessuno vuole tornare a essere un principiante, ma questo ci rende conservatori. Più dettagli li troviamo su un blog post di Kathy Sierra.

Un altro trauma da separazione è la perdita della rubrica, del calendario. In uno smartphone gli indirizzi non sono registrati nella scheda sim, quindi cambiando telefono se ne va la nostra rubrica e, se li abbiamo inseriti, tutti i nostri appuntamenti nel calendario.

Complimenti quindi al primo telefono, fra quelli che ho avuto, che si pone questo problema e te lo risolve brillantemente, senza neanche fare intervenire un PC.

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Registrare dal vivo

Mi sono comprato di recente su eBay un registratore di minidisc. L’ho pagato meno di 50 euro e questo è quello che volevo spendere. Il mercato però offre cose molto interessanti, anche se a sei o otto volte lo stesso prezzo.

Il dominio incontrastato dell’Edirol R-09 , per qualche tempo l’unica proposta professionale per la registrazione sul campo su memoria digitale, sembra possa essere insidiato da un concorrente a un prezzo inferiore. Si tratta dello Zoom H4 e ancor di più dello Zoom H2 Continue reading

Il digital divide e il nuovo sogno

La storia dei computer è una storia di sogni, che in pochi anni ci hanno portato da un’epoca all’altra.

Il laptop per il mondo

Cominciamo dal 1970 Federico Faggin, un italiano formatosi in Olivetti e SGS salta il fosso, anzi l’Atlantico, e approda alla californiana Intel, creando il 4004, il primo microprocessore. È la fine dell’epoca dei camici bianchi dei film anni ’60: da ora in poi si possono costruire computer economici, così a buon mercato da poter diventare un prodotto di massa.Il 4004 non ebbe grande diffuzione, ma il gruppo di Faggin mise a segno un bel risultato con l’8080, un processore che ebbe un discreto sucesso commerciale. Nel 1976, Faggin passò alla Zilog e progettò lo Z80, che aveva importanti innovazioni e prestazioni significativamente migliorate. Lo Z80 fu il motore di diversi personal computer, fra cui lo ZX81 e lo ZX Spectrum del visionario Sinclair. Accanto alle macchine pensate per gli hobbisti, lo Z80 fu anche il motore di computer da ufficio, basati sul sistema operativo CP/M.

La prima porta era stata aperta e la produzione di un computer a basso costo, abbastanza economico da costare come un elettrodomestico di casa era diventata possibile.

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Hello world!

Ecco il nuovo look del Proxy Bar dopo il passaggio a wordpress.

Speriamo di fare un servizio migliore adesso, grazie alla possibilità di mischiare blog e wiki e di gestire categorie per non imbrogliare troppo il lettore con un affastellarsi di articoli su soggetti un po’ disparati, che è quello che tocca, quando si ha a che fare con una persona con più di una dimensione.

Buona visione e grazie!