Scuole dell’infanzia a Milano

Questa è la lettera che abbiamo spedito all’assessore Mariolina Moioli e in copia al sindaco Moratti riguardo le scuole dell’infanzia e il piano di riorganizzazione degli orari che il comune ha intrapreso.

“Buongiorno. Sono il padre di tre bambini di dieci, otto e cinque anni e ho avuto modo di sperimentare le scuole dell’infanzia nel corso degli ultimi otto anni.

Vi scrivo per esprimere la mia soddisfazione per il buon funzionamento delle scuole dell’infanzia, in particolare quella di cui abbiamo esperienza diretta.

La cura e l’attenzione per i bambini, l’impegno e la capacità degli educatori, la qualità dei metodi impiegati e i risultati didattici sono sempre stati motivo di soddisfazione per noi.

Per queste ragioni voglio esprimere la mia preoccupazione per i cambiamenti di orario e di organizzazione che si stanno profilando, dato che pare evidente che l’intento non sia quello di migliorare la didattica o il servizio offerto, quanto piuttosto di ridurre i costi, come del resto accadrà anche nella scuola elementare a partire dal prossimo anno.

Direi che tutti i genitori con cui ho scambiato opinioni si augurano soprattutto che la scuola rimanga al livello di servizio in cui è.

Non ci è piaciuto in questo contesto il posticipo della riapertura di settembre,  annunciato con un Sms, che ha comunque prodotto una perturbazione nei piani di rientro dalle vacanze e nella ripresa del lavoro che non è stata apprezzata da nessuno.

Allo stesso modo non è stata gradita la decisione di tenere aperte le scuole il primo giorno di neve. Non tutte le strade erano state ripulite convenientemente, non tutte le insegnanti sono arrivate in tempo, non tutte le aule alla riapertura erano agibili perché la chiusura e il freddo hanno causato qualche problema al riscaldamento.

Noi siamo andati a riprendere i nostri figli un’ora dopo averli faticosamente portati a scuola, perdendo tempo e mandando allo sbaraglio i bambini inutilmente.

Insomma, in tutti questi casi i problemi che abbiamo avuto dalla scuola elementare e dalla scuola dell’infanzia non erano inerenti alla struttura, ma sono stati causati dalla gestione della struttura, in particolare dalla volontà di imporre decisioni e direzioni che non sono per il bene comune e non sono quello che i genitori si augurano per i loro figli.

Come famiglia ci auguriamo che l’amministrazione abbia più a cuore il mantenimento del buon funzionamento delle strutture che l’esigenza di incidere sull’organizzazione e riformare o razionalizzare parametri che non sono di diretto interesse per le famiglie.

Naturalmente, se ci sono problemi economici, è scontato che l’amministrazione se ne debba occupare proponendo soluzioni e coinvolgendo i soggetti in ogni caso coinvolti loro malgrado nella riorganizzazione. I genitori in fin dei conti fanno già la loro parte tassandosi per le dotazioni di base, come la carta igienica, raccogliendo fondi per i giocattoli e contribuendo in tanti altri modi al buon andamento della cosa pubblica. Nel caso di strutture dedicate ai bambini l’interesse comune è forse più naturalmente che in altri casi in linea con l’interesse personale.

In ultimo voglio aggiungere che queste sono naturalmente le mie opinioni di utente con una lunga esperienza del servizio, ma sono anche largamente condivise da tutti i genitori con cui ho parlato.”

OK sei primo su Google, e allora?

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Image by fogl83 via Flickr

Arrivare per primi su Google viene preso per un dovere morale da certi amministratori di siti. Certamente questi signori quando si mettono una cosa in testa ci riescono, ma è veramente un bene?

Proviamo a esaminare i risultati dell’interrogazione nella figura.

La stringa cercata è abbastanza chiara e dovrebbe essere molto autoesplicativa: “symbian s60 twitter”. Stiamo cercando un client Twitter per un telefono con la versione professionale del sistema operativo Symbian, un Nokia di fascia alta.

Il riassunto del risultato principale riporta: “twitter Symbian OS software and freeware for series 60, UIQ, s60, Nokia, SonyEricsson phones.Applications for Symbian OS s60, s80, UIQ, N-series handhelds …”

Risultati della ricerca

Risultati della ricerca

Una lunga serie di keyword, fatte per piacere allo spider, che in verità risuonano come quei finti risultati costruiti dai bot che cercano di attirare gli incauti sulla rete Gnutella.

Per me è l’equivalente di urlare vieni, vieni, clicca qui, abbiamo un sacco di prodotti senza che mi sia data un’indicazione di cosa posso trovare, a parte “tutto il meglio per i telefoni symbian”, come nelle pubblicità dei supermercati.

Ce n’è abbastanza per saltare il link, prima di perdersi un un sito caotico, che probabilmente finge di avere una risposta.

Il secondo risultato recita: “19 Oct 2007  A mobile twitter client for symbian S60 3 devices – see also http://www.das- zentralorgan.de/twibble/. vote: love it (7 votes) | leave it (4 …”.

Abbiamo una data di aggiornamento e una spiegazione chiara di cosa potrei trovare aprendo il link. Sembra certo che la pagina parli proprio di un client twitter per S60 e mi aspetto di trovare un collegament per il download, anche perché, in effetti, conosco mosh, il sito di Nokia.

La lezione che potremmo trarne è questa: non parlare come un commesso dei cartoni e non cercare di vendermi l’impossibile, ma dimmi onestamente quello che hai da offrire, tanto lo troverò comunque, magari dopo un bounce di tre secondi sul tuo sito.

Dopo avere letto, pensato e scritto, ci siamo tolti il gusto di andare a seguire i link. Immediatamente sotto il banner e le sue vuote promesse ci sono due client per Twitter sul primo sito. I client sono spiegati sinteticamente e ci sono le schermate che aiutano a farsi un’idea.

Il risultato sul secondo sito, mosh, è la pagina di un client per Twitter, realizzato in Java. Usando la ricerca di mosh si scopre una dozzina di risultati potenziali, che però non escono nella risposta di Google.

Forse qui abbiamo ancora un altro problema.

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Comunicazione

Ok,sei un esperto di comunicazione, un qualche esperto in promozione e fai campagna.
Agli amici racconti che fai marketing virale perché mandi le email? Può darsi.Una newsletter troppo visuale
O forse stai facendo quello che ti ha ordinato di fare l’MBA di turno inviando la newsletter agli abbonati, cioè a quelli che incautamente o per volontà hanno lasciato l’indirizzo di email da qualche altra parte nel sito aziendale, probabilmente in un altro contesto.
Chi ha deciso il contenuto della newsletter? Qualche esperto di comunicazione probabilmente.
L’immagine è stata creata da qualche fotografo, ritagliata da qualche grafico, impaginata con qualcosa con scritto sopra Adobe.
Vista, piaciuta, spedita a tutti.
Eppure molti client di posta non caricano le immagini, quindi quello che vedo nella mia mailbox GMail è abbastanza desolante: una scrittina con il messaggio, cioè l’offerta di ascoltare un album su MySpace, contornata dal vuoto cosmico.

Su Yahoo (è vero anche l’altro indirizzo è nelle grinfie di MySpace) la situazione è ancora peggiore.
L’interfaccia di Yahoo! Mail è più barocca e si mangia tutto il post lasciando il contenuto fuori dalla porta.La stessa newsletter aperta in Yahoo! Mail
non si può obiettare che l’immagine sia indispensabile per la comunicazione, visto che quello che deve comunicare la signorina Allen è da sentire, non da vedere.
A meno che la Allen non sia una tale spettacolosa creatura da essere di quel genere che vende i dischi per la copertina. Per ora non è dato di sapere, bisogna prima ascoltare.
Per aggiungere l’insulto all’ingiuria, l’unica porzione visibile del messaggio in Yahoo! Mail è l’invito a cliccare lì se non leggo la newsletter correttamente.
Ma se non leggo la newsletter correttamente è solo colpa di chi l’ha spedita, non di me che la sto leggendo con tutta la buona volontà non avendola cancellata già nella lista.

Insomma, se hai poco da dire, un messaggio come “hey, sono qui, ascoltami” non c’è niente di male a dire poco in poco spazio senza gonfarsi come la rana della favola.

Infine, ecco la signorina Allen, che fa un pop che non lascia segni.

 

Lilly Allen su MySpace

Lily Allen su MySpace

 

 

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Google Chrome supporterà le estensioni

Google Chrome
Image via Wikipedia

Chrome, il browser creato da Google supporterà le estensioni verso primavera. Il sito di sviluppo di Google (dev.chromium.org) contiene un documento che illustra il meccanismo per creare le estensioni.

Sicuramente, la disponibilità di estensioni interessanti renderà ancora più popolare il browser di Google.
È anche interessante notare che WebKit, il motore di rendering alla base del browser Safari di Apple, è sempre più popolare. WebKit è stato adottato da Adobe per il rendering di Air, dato che il browser è multipiattaforma. Nokia ha usato WebKit per il browser dei suoi telefoni e Google lo ha adottato per Chrome.

Sommando tutto, dovremmo avere numeri importanti.

WebKit
Image via Wikipedia

Nel frattempo, comunque vale la pena di tenere gli occhi addosso a Chrome e pensare a qualche widget simpatico, per esempio un client Twitter agile ma adatto per seguire le conversazioni.

Di passaggio ricordiamo anche che Nokia Widgets, un progetto sempre basato su Webkit offre opportunità interessanti agli sviluppatori che vogliano farsi conoscere con un’interfaccia dedicata per qualche servizio popolare.

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I nuovi pulsanti di GMail

Image representing Gmail as depicted in CrunchBase

Image via CrunchBase

I nuovi pulsanti di Gmail hanno creato molto movimento fra gli utenti.

La barra pulsanti di GMail

Anche io sono rimasto abbastanza perplesso osservandoli la prima volta. Sono parecchi pulsanti, piuttosto appiccicati e due di questi (Label e Move) fanno un lavoro abbastanza simile, cioè attaccare un’etichetta a un messaggio. Label aggiunge l’etichetta richiesta, mentre Move fa lo stesso rimuovendo l’edichetta Inbox, cioè levando il messaggio dalla casella di posta in arrivo.

Oltre  a dubbi funzionali, sono rimasto perplesso per il fatto che i pulsanti sono non standard, cioè non sono visualizzati come i pulsanti di Safari in blu con i bordi arrotondati.Le etichette di GMail

La stilizzazione eccessiva del contenuto è sempre stata una cosa che ho deprecato, così come ho sempre apprezzato la laconicità dell’interfaccia di GMail che è un modello di sintesi e potenza.

Con un visual apparentemente spartano, GMail è uno dei client di posta più potenti del ciberspazio, quello che è indispensabile per un power user come me, che apprezza il threading automatico e la ricchezza di acceleratori da tastiera.

Io uso i comandi di vi, j e k per muovermi sui messaggi, u per tornare alla lista, y per archiviare e x per marcare, insomma uso tutti gli acceleratori definiti, così come uso tutte le combinazioni di tasti che il Mac offre.

Le interfacce grafiche sono belle, ma quando ci si plasma sulle applicazioni che si usano più spesso si è più produtivi con la tastiera. Allo stesso modo non ho visto nessuno più veloce a completare una form di inserimento dati dei terminalisti AS/400.

Tornando ai pulsanti di GMail, sembra che la stilizzazione sia stata appena ritoccata e forse non è poi così tremendo avere i nuovi pulsanti, mentre è interessante leggere le motivazioni dietro la creazione di un nuovo elemento di interfaccia.

L’articolo di stopdesign illustra le ragioni che hanno indotto Google a pensare di avere bisogno di comandi più potenti e flessibili per l’interfaccia.

Per esempio, non si può negare che è difficile avere un pulsante che apre un elenco di caselle di spunta con un box di ricerca.

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